Negli anni settanta la politica coniò il termine dietrologia, a indicare in senso polemico, tutti quelli che ritenevano che un evento fosse dovuto a cause diverse da quelle manifestate o conosciute, collegabili in buona sostanza a trame oscure.
Vocabolo ancora fortemente in uso nel linguaggio propagandistico di determinati partiti di sinistra, provinciali e terracinesi, e di pseudo associazioni (sempre di sinistra) ostinatamente impegnate in stravaganti analisi politiche e sociologiche.
In ordine di tempo l'ultima bizzarra rappresentazione dietrologica prodotta in città è quella di quattro sfigati rappresentanti del "Terracina Social Forum", che raggiunti evidentemente da un colpo di calore, hanno offeso con ridicole accuse la comunità di Borgo Hermada e l'intelligenza di tutti i cittadini terracinesi e di buon senso.
E' agli atti della trascorsa campagna elettorale, invece, che i partiti e le liste civiche di centro destra che hanno condotto alla vittoria il sindaco Nicola Procaccini, hanno lavorato duramente nel corso dei mesi precedenti e nei giorni di campagna elettorale, per spiegare anche ai cittadini di Borgo Hermada e a quelli di La Fiora, San Vito, La Marna, Barchi, il programma che si stava allestendo per ridare dignità politica e civile a un'intera comunità.
Ed è stato un lavoro svolto alla luce del sole, senza sotterfugi, promesse d'improbabili posti di lavoro per figli, nipoti e famigli vari o, peggio, per continuare a far evadere allegramente le imposte comunali a tutti gli "elettori che avrebbero sostenuto i partiti di centro destra".
Accuse gravi e senza alcuna prova di riscontro, emesse solo per una facile provocazione mediatica di fine estate, che vanno in ogni modo respinte al mittente con disgusto.
Nel manifesto elettorale che abbiamo presentato ai cittadini, diventato poi il programma di mandato della coalizione, è contemplata invece la buona amministrazione a vantaggio di tutti, oltre al perseguimento con ogni mezzo di legge che lo Stato consente agli Enti Locali capace di stanare tutte le sacche di evasione ed elusione dei tributi comunali.
Infine, rispetto alla possibilità di dichiarare il dissesto finanziario dell'Ente, vorrei rilevare per sommi capi quanto scriveva il Ministero del Tesoro, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, Ispettorato Generale di Finanza - Servizi Ispettivi, nella relazione sulla verifica amministrativa e contabile per gli anni 1995 - 1999.
Alla pagina 12 gli ispettori scrivono: "... Il risultato di amministrazione riportato in questi ultimi atti è inferiore rispetto alle effettive risultanze contabili del bilancio. Il Comune di Terracina non ha provveduto al riaccertamento dei residui attivi e passivi. Il collegio dei revisori dei conti non ha evidenziato disfunzioni connesse alla gestione dei residui".
Alla pagina 13 sottolineano: ".. Rilevante incidenza dei residui attivi sugli accertamenti pari al 48,6%. L'identità dei residui attivi più consistenti riguarda i mancati incassi delle principali imposte nell'anno di competenza".
Alla pagina 14 annotano: "... La rilevante dimensione del fenomeno è indice del sovradimensionamento delle attività rispetto alle reali capacità gestionali".
Alla pagina 16 "... Emergono consistenti responsabilità degli amministratori del Comune per carenze ed inefficienze nella gestione delle singole fattispecie".
Alla pagina 19 si scopre che "... Sono emerse delle ingiustificabili carenze nella gestione del Comune nonché censurabili inefficienze dell'amministrazione comunale e in particolare degli uffici tecnici che, oltre a costituire fattispecie di responsabilità amministrativa per danno erariale, denotano una pressante esigenza di revisione del'attribuzione delle competenze e di riorganizzazione degli uffici".
La dietrologia, in quanto tale non ci appartiene, ma è un esercizio che volendo possiamo rispolverare dal nostro vocabolario politico.
Gianluca Corradini
Coordinatore del Popolo della Libertà di Terracina