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Amministrazione e Politica

Terracina

Impianto Sportivo San Martino: l'intervento del consigliere Coccia

Vincenzo Coccia
Vincenzo Coccia

E' da tempo che l'area ove insiste lo stadio ed ove è da molti (troppi alla luce dei tempi nei quali avrebbe dovuto essere terminata) anni - nel totale silenzio/assenso dell'amministrazione comunale attuale e di quella passata - in via di costruzione la piscina, versa in una condizione di incuria che ha finito per ripercuotersi sull'agibilità della struttura sportiva. Tali questioni sono infatti inscindibilmente legate mentre sull'inagibilità incidono anche problemi di viabilità che sussistono da tempo e che ne la passata ne la presente amministrazione hanno mai voluto affrontare. Ciò nonostante l'amministrazione comunale ha provveduto ad affidare alla società Terracina Calcio S.S.D. 1925 a r.l. - nella piena consapevolezza di quest'ultima delle condizioni di inagibilità della struttura - la gestione dello stadio daL 04.10.2012 al 03.10.2032, ponendo a carico di quest'ultima, al punto 5.2 ella relativa concessione, la realizzazione dei lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione. Dunque c'è un privato che realizza la piscina comunale e che determina con i lavori la parziale inagibilità dello stadio e c'è la società di calcio che dall'ottobre dello scorso anno ha in affidamento la gestione del campo che ha assunto su di se gli oneri ordinari e straordinari relativi alla struttura - stadio - ; quest'ultima - società - , concede addirittura a terzi la possibilità di organizzare un grosso happening musicale senza le prescritte autorizzazioni che determinano violazioni di norme amministrative e illeciti penali. Ciò nonostante l'amministrazione assume su di se - e per l'effetto sull'intera collettività - i costi per la sistemazione di quanto un soggetto privato ha contribuito a determinare e che un altro soggetto dovrebbe per contro realizzare in forza di uno specifico atto che a ciò l'impegna . Tutto ciò diventa inaccettabile se si guarda al contenuto della deliberazione di Giunta n. 325 del 12.08.2013 nella quale si assume surrettiziamente, come riferimento temporale, quello del 22.07.2013 - data in cui sarebbe stato eseguito un non meglio specificato sopralluogo tecnico dal quale si sarebbe "...accertato che l'impianto sportivo non è conforme alle norme di sicurezza richieste per le manifestazioni sportive...." E prima di luglio? Non lo sapeva l'amministrazione prima della "fatidica data del sopralluogo" che lo stadio S. Martino non era nelle condizioni di ospitare manifestazioni sportive? E i provvedimenti adottati dalla questura che hanno vietato l'accesso ai tifosi delle squadre ospiti proprio per i "noti" problemi di insicurezza in cui la struttura versava a chi sono stati diretti se non al Sindaco? E perché fino ad oggi il Sindaco e la sua amministrazione non hanno mai sollevato responsabilità alla società che sta costruendo la piscina comunale? Forse perché la stessa è riconducibile allo stesso imprenditore che si è aggiudicato la gara per uno degli arenili comunali ed al quale è stato consentito di violare allegramente le norme in tema di edilizia e di permesso a costruire? E la concessione tra il comune e la società di Calcio con gli obblighi in essa previsti a carico della concessionaria? Perché, ed è la domanda che riassume tutte le altre, oggi i cittadini terracinesi dovrebbero farsi carico di sostenere le spese di un intervento che trae origine da responsabilità di altri e che per di più è finalizzato a consentire alla concessionaria dell'impianto sportivo la possibilità di gestirlo in via esclusiva? Con un intervento di questo genere si determina inoltre un precedente che autorizzerebbe tutte le società che hanno in gestione le altre strutture sportive della città a chiedere ed ottenere dall'amministrazione interventi manutentivi nei casi in cui le strutture, per qualsiasi problema, non fossero in grado di essere idonee ad ospitare eventi sportivi. Ma a quel punto non si capisce a cosa siano serviti gli affidamenti in concessione alle società sportive delle relative strutture laddove devono essere i cittadini a sostenere gli oneri economici legati alla loro fruibilità e soggetti privati concessionari beneficiati della possibilità di ritrarne un utile non strettamente connesso ovvero collegato all'attività sportiva praticata. Sarebbe il caso che allora che si soprassedesse dall'affidamento dei lavori al fine di accertare obblighi nonché eventuali responsabilità di soggetti terzi evitando per l'ennesima volta di gestire la cosa pubblica come non si consentirebbe mai di fare nel caso di beni di nostra esclusiva proprietà.

Vincenzo Coccia

(23-08-2013)

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